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Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.

(Bertrand Russell)

14/09/16

Ottimismo renziano alla panna montata


 
 
 
Andare in pensione anticipata accendendo un mutuo ventennale ed incassando mensilmente una cifra inferiore a quella preventivata non è una soluzione miracolistica, ma è una piccola toppa sul buco di ingiustizia provocato dalle Legge Fornero. Viene, però, presentata come una panacea di tutti i mali del sistema pensionistico insieme ai dati che annunciano un aumento di occupati talmente intenso da sembrare dimostrare che il problema della disoccupazione sia stato finalmente risolto nel nostro Paese. Di esempi di questo tipo se ne possono fare a dozzine. Beppe Grillo ed i suoi fedeli sostengono che sono la prova provata dall’asservimento totale dell’informazione italiana al governo di Matteo Renzi. Ma per chi non deve cavalcare la protesta e si limita ad osservare la realtà con occhi smaliziati, si tratta di uno degli aspetti della campagna elettorale per il referendum sulla riforma costituzionale. Quello che vede l’Esecutivo impegnato a far circolare nel Paese una marea di buone ma false notizie nella convinzione che l’ottimismo di maniera sparso a piene mani convinca gli elettori a votare “Sì” al referendum per conservare a Palazzo Chigi l’artefice di tanto benessere, di tanta abbondanza e di tante soluzioni illuminate degli annosi problemi italiani.
Grillo non ha affatto torto quando denuncia la connivenza della grande informazione nella realizzazione di questo gigantesco processo illusionistico. Ma la questione più interessante non è di scoprire l’acqua calda del giornalismo asservito, ma di capire se questa panna montata di buone notizie serva o meno allo scopo di convincere gli italiani che con il “Sì” al referendum si salva il governo dei miracoli e ci si garantisce un altro scampolo di vita beata.
Se si vivesse ai tempi dell’inizio della crisi è probabile che la panna montata otterrebbe lo scopo prefisso. La crisi, però, va avanti da troppi anni. Ed in tutto questo tempo anche gli italiani più ottimisti o creduloni avvertono lo stridore provocato dal confronto tra la fabbrica delle illusioni e la realtà in cui vive la società nazionale.
Creare un clima artificioso di speranze irrealizzabili è facile avendo al proprio servizio la stragrande maggioranza di una informazione conformista ed ottusa. Ma è anche molto rischioso. Quando il castello dell’ottimismo artificioso crolla, nulla rimane più in piedi. Solo la rabbia di chi non perdona chi lo ha brutalmente imbrogliato.

di Arturo Diaconale - 14 settembre 2016

fonte: http://www.opinione.it

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