Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy. Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via email all'indirizzo edomed94@gmail.com Saranno immediatamente rimossi. L'autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.


Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.

(Bertrand Russell)

05/05/16

Marò, la Corte indiana va in vacanza


B1_A_WEB

C'è la sentenza del Tribunale dell'Aja ma resta grande incertezza sulla data del rientro del marò barese Salvatore Girone, dal marzo 2013 obbligato a rimanere a Nuova Delhi. Il governo e il premier Matteo Renzi elogiano la politica del dialogo con l'India, dimenticando di cogliere i segnali poco rassicuranti del governo indiano sulla procedura con cui la Suprema Corte autorizzerà il rimpatrio. È così iniziata una vera corsa contro il tempo e contro il già circostanziato lassismo indiano: la Corte di Nuova Delhi, infatti, chiuderà per «vacanze estive» dal 15 maggio al 28 giugno. In meno di due settimane bisognerà incanalare il dialogo con i magistrati asiatici per ottenere l'autorizzazione al rientro del fuciliere, evitando la beffa di vederlo congelato altri due mesi lontano dall'Italia.
Nella sentenza del Tribunale arbitrale è indicata con chiarezza la strada per sciogliere ogni nodo: «Italia e India devono cooperare, anche davanti alla Corte Suprema indiana, per ottenere un allentamento delle condizioni cautelari del sergente Girone - è scritto nel testo licenziato dai cinque giudici in Olanda - così che possa, in base a considerazioni di umanità, tornare in Italia, mentre rimane sotto l'autorità della Corte Suprema indiana durante il periodo dell'arbitrato». Resta per l'Italia «l'obbligo di restituire il sergente Girone all'India nel caso lo stesso Tribunale decida (con sentenza, ndr) che l'India ha la giurisdizione in merito all'incidente dell'Enrica Lexie».
Sulle misure cautelari provvisorie che riporteranno Girone a Bari, Italia e India dovranno riferire al Tribunale dell'Aja e perciò è indicato un termine che l'India potrebbe utilizzare al fine di procrastinare ogni rapida soluzione: la sentenza «autorizza il Presidente della Corte arbitrale permanente a chiedere informazioni alle Parti se tale rapporto non verrà fornito entro tre mesi dalla data di questa sentenza, e nel caso prendere misure appropriate». I cinque magistrati, dall'Olanda, hanno anche suggerito di ripetere l'iter delle garanzie assicurate dall'Italia per il rientro dell'altro marò, Massimiliano Latorre, in cura a Taranto dal settembre 2014. Così, nel periodo dell'arbitrato internazionale, l'Italia dovrà assicurare che Girone si presenti a un'autorità nazionale designata dalla Corte Suprema indiana a intervalli determinati dalla stessa Corte; il militare dovrà consegnare il passaporto alle autorità italiane e non potrà lasciare l'Italia senza il permesso della Corte indiana; l'Italia dovrà informare la Corte indiana sulla situazione di Girone ogni tre mesi.
Dalla Farnesina Paolo Gentiloni si è sbilanciato: «Le diplomazie italiana e indiana si stanno già mettendo al lavoro per concordare le modalità del rientro» di Girone. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, coniando «l'Operazione ritorno», ha indicato in modo generico («entro qualche settimana») il tempo per la conclusione della trattativa per il rimpatrio con i magistrati indiani. Il governo ha scelto di manifestare ottimismo, nonostante le tante incognite. Il passaggio, infatti, è delicato sia da un punto di vista diplomatico che giuridico: se per l'Italia il rientro di Girone è una piccola vittoria, in India l'opinione pubblica, sobillata dai vari partiti perennemente in campagna elettorale, potrebbe leggere la disposizione dell'Aja come una limitazione della propria sovranità e spingere la Corte suprema a rallentare ogni pratica. In questa direzione vanno le dichiarazioni poco concilianti del ministro delle Comunicazioni indiano, Arun Jaitley: «Il tribunale internazionale ha ribadito che Latorre e Girone restano sotto la tutela della Corte Suprema». Insomma nessuna concessione ulteriore è all'orizzonte e dalla tempistica con cui si consoliderà ogni contatto si potrà misurare la disponibilità dell'India a riconoscere le ragioni umanitarie che hanno spinto il tribunale arbitrale a disporre il ritorno in patria di Girone. L'India, non a caso, aveva commentato l'anticipazione della sentenza con una frase sibillina: «Interpelleremo la Corte Suprema a tempo debito». Quando? Entro il 15 maggio o dopo le «vacanze»?
Non resta che inscenare adesso un «countdown» da parte l'Italia, lo stesso paese che ha procrastinato colpevolmente l'adozione della soluzione arbitrale: il governo deve trovare una efficace via diplomatica per addivenire al nulla osta magistrati di Nuova Delhi (prima del mese e mezzo di sosta). In caso contrario le vacanze dei giudici indiani fino alla fine di giugno non sarebbero un copione dei Vanzina ma la fotografia di una nuova e crudele privazione della libertà personale per il militare Girone.

Michele De Feudis- 4 maggio 2016

Nessun commento:

Posta un commento