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Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.

(Bertrand Russell)

11/08/14

MARÒ...LA CONFERMA CHE IL GOVERNO CI PRENDE PER IL C...

Dopo l’ennesimo rinvio al 14 ottobre dell’udienza del tribunale speciale indiano che si occupa (anzi, dovrebbe occuparsi) della vicenda dei fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre ci eravamo posti la domanda retorica se l’India non ci stesse prendendo per il c…. I lettori ci perdoneranno se abbiamo usato un’espressione colorita che però oggi ci tocca ripetere, questa volta senza considerarla un’ipotesi, nei confronti del governo italiano. Dopo mesi in cui di bombardamento mediatico sul “nuovo corso” nella vicenda imposto dall’Italia grazie alla “svolta” operata dal governo con la decisione di affidare la soluzione della crisi a un arbitrato internazionale ora scopriamo che nessun passo è mai stato compiuto realmente in questa direzione. L’esecutivo ci ha fatto credere per mesi che l’Italia aveva finalmente tirato fuori gli attributi (almeno un po’, giusto per fare vedere che ce li abbiamo….) con l’India avviando l’arbitrato, procedura legale che internazionalizza la disputa giuridica portandola fuori della palude del confronto bilaterale tra Roma e Nuova Delhi. Per gestire una partita così complessa Roma ha addirittura assoldato lo studio dell’avvocato britannico Sir Daniel Behtlehem, che si dice abbia messo in campo 3 avvocati affiancati da 5 esperti giuristi italiani. Uno sforzo che ha contribuito, per ora solo in minima parte, alle spese legali per 5 milioni di euro sborsati finora dall’Italia soprattutto per pagare lautamente avvocati indiani che non hanno concluso un granché. Di arbitrato hanno parlato per mesi diversi esponenti del governo italiano ma a quanto pare non sono mai stati compiuti passi ufficiali in tal senso. Lo ha chiarito nei giorni scorsi il sottosegretario agli esteri Benedetto Della Vedova (nella foto a sinistra) che in Commissione parlamentare ha dichiarato che la procedura di arbitrato internazionale non è stata ancora formalizzata. Eppure lo stesso Renzi ne aveva parlato più volte in occasione della campagna elettorale europea. Della Vedova ha specificato che nella relazione illustrativa era scritto erroneamente che per la vicenda dei nostri due fucilieri Latorre e Girone era stata avviata la procedura di arbitrato internazionale. In realtà sono solo in corso colloqui con l’India, tra l’altro a senso unico perchè Nuova Delhi neppure risponde agli appelli lanciati da Roma. Insomma, sui marò il governo Renzi ci prende per il c…..da mesi mentre in realtà punta ancora sul dialogo con Nuova Delhi per riportare a casa Latorre e Girone. La conferma l’ha fornita il 7 agosto la ministra Pinotti che si è recata in visita ai due fucilieri. “Speriamo ci possa essere ancora un’interlocuzione (col governo indiano – ndr) altrimenti siamo pronti ad internazionalizzare la vicenda” ha detto la titolare della Difesa. Siamo pronti? Ma cosa state aspettando? Che Latorre e Girone muoiano di vecchiaia o di noia all’ambasciata di Nuova Delhi dove, a quanto pare, stanno provocando persino danni alla residenza dell’ambasciatore stendendo al sole i panni lavati? Circa i colloqui in corso col governo indiano è meglio stendere un velo pietoso: a tre richieste di confronto sulla vicenda giudiziaria formulate dall’attuale governo italiano Nuova Delhi non si è nemmeno degnata di rispondere mentre, secondo fonti ben informate, il nuovo governo del nazionalista indù Narendra Modì starebbe valutando di nuovo di applicare ai due militari italiani la legge antiterrorismo SUA Act, esclusa dalla Corte Suprema la primavera scorsa. Se il governo precedente, guidato dal Partito del Congresso, ci trattava a pesci in faccia non c’è alcun motivo di ritenere che i nazionalisti indù abbiamo maggiore considerazione dell’Italia anche perché la campagna elettorale di Modì è stata improntata ad accusare gli avversari di essere stati dei “mollaccioni” nella crisi con l’Italia proprio nella gestione della vicenda dei marò. Del resto gli indiani si fanno beffe dell’Italia anche sul piano giudiziario, basti pensare che da due anni la Procura di Roma attende che “l’autorità indiana dia corso alle commissioni rogatorie da tempo presentate, e già sollecitate” come ha detto recentemente procuratore capo Giuseppe Pignatone. In pratica non ci hanno neppure inviato i fascicoli con i risultati delle indagini sulla morte dei due pescatori del Kerala. Ciò nonostante nei giorni scorsi Matteo Renzi ha fatto persino gli auguri a Modì definendo quello indiano un “governo amico”. Chiaro no? Mentre prende per i fondelli gli italiani fingendo di mostrare muscoli e determinazione che evidentemente non possiede, il governo assume la consueta italica posizione prona che ha sempre caratterizzato l’atteggiamento di Roma nei confronti dell’India da 900 giorni, tanti quanti ne sono passati dal fermo di Latorre e Girone. Qualcuno dia la sveglia al quartier generale delle giovani marmotte. Strisciare davanti agli indiani, oltre che umiliante, è anche del tutto inutile e potrebbe perfino peggiorare la situazione dei nostri fucilieri di Marina. Il colmo è che l’attuale governo (il terzo consecutivo a non essere stato espresso dagli elettori….sarà un caso) applica sanzioni economiche alla Russia, che non ha mai leso i nostri interessi nè catturato negli ultimi 70 anni nostri soldati, ma considera “amica” l’India che in barba a tutte le leggi detiene da oltre 2 anni e mezzo due militari italiani senza neppure un capo d’accusa. Ma quale Italia, questo è il Pagliaccistan. -——— di GIANANDREA GAIANI 10 Agosto 2014 Fonte: www.analisidifesa.it

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